monica bellucci
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Monica Bellucci, irraggiungibile dea che incanta con la sua bellezza mediterranea e il suo fascino senza tempo. Ma anche, e soprattutto, una donna che rivendica il valore della più semplice e spontanea normalità: quella che le fa apprezzare la buona tavola – «Mangio un po’ di tutto, pesce, verdure, dolci, non mi limito» – e quella che le ha permesso di far pace con se stessa e con lo specchio da un pezzo (siamo d’accordo: è un vincere assai facile, in questo caso…).

A 54 anni, la splendida Monica Bellucci rivendica la personalità che comunica una faccia naturalmente rilassata, senza smanie di bisturi o botox, così come la morbidezza delle forme più piene «da donna adulta, una donna che ha maturato, come le pere», ha detto ironicamente in passato. Tanto, chi può scalfirle quel magnetismo erotico che irradia…?

Oggi l’inarrivabile Monica, a cinque anni dal divorzio con l’attore francese Vincent Cassel, padre delle sue due figlie Deva e Léonie, ha al suo fianco un nuovo amore, l’artista Nicolas Lefebvre. Lo ha svelato la rivista Voici mostrando un bacio per strada tra i due, belli e innamorati quasi fossero protagonisti di uno scatto romantico d’autore firmato Robert Doisneau. Poco più di un anno fa, sulle pagine di Paris Match, la Bellucci aveva aperto uno spiraglio sulla sua vita privata: «C’è un nuovo uomo, ma non vi dirò niente di più». Giusto una postilla: «Oggi trovo che un uomo con le rughe sia più interessante, quello che lo rende sexy è il suo vissuto. Attraverso le pieghe del corpo si vede meglio l’anima».

Forse, con tali premesse, non ci saremmo aspettate che si fidanzasse con uno più giovane di diciotto anni, ma alla fine cos’è l’età, soprattutto quando si parla di faccende sentimentali, che riconoscono solo apostrofi rosa e danno quella lieve euforia che fa volteggiare nell’aria sui gorgheggi de La Vie en rose, non importa che si sia ragazze o signore. E poi, perché stupirsi quando si tratta della “Divina Monica”: la stessa che è celebrata dai party mondani del jet set cinematografico, ma non rinuncia a coltivare in solitaria il suo «giardino interiore». Colei che ha affermato: «Ho una femminilità che ha bisogno di passare per la maternità» e che poi ha parlato di un periodo delicato per la vita di una donna come la menopausa in termini quasi rivoluzionari: «Ci hanno detto che nel momento in cui non procreiamo più è come essere morte, ci hanno detto che la menopausa è una malattia grave, ma invece è la libertà assoluta perché non siamo più schiave degli ormoni».

La Bellucci spiazza e lascia di stucco per la sua nonchalance, superba, ma senza un briciolo di alterigia. Anzi, è proprio quella sua pacata e distaccata lucidità che si fa notare più di tanti schiamazzi. Poche parole, ma secche e risolute, sugli amori finiti. «Mi sono sposata a vent’anni con Claudio Carlos Basso, il fotografo, e ci siamo lasciati dopo sei mesi. Una delusione», ha raccontato. «Con Vincent Cassel è durata diciotto anni. Ci siamo conosciuti sul set di un film, L’appartement. Un’attrazione irresistibile. L’addio è arrivato per una semplice ragione: era un rapporto che non aveva più ragione d’essere. Ci siamo evoluti in modo diverso, eravamo due storie parallele che non si incrociavano più». L’ex (secondo) marito Vincent si è sposato quest’estate con la modella Tina Kunakey, trentun anni in meno di lui. E la nostra Monica? Non ha fatto un plissè, scendendo dall’Olimpo solo il tempo di una stoccata verbale: «Bisogna stare attenti alle pulsioni e al modo di gestirle, perché se no siamo uguali agli animali. Non è un giudizio morale, l’amore non ha codici». Per il resto, on s’en fiche, mon cher.
Ci aveva visto giusto l’indimenticabile Righi di Amici miei, Bernard Blier «È la sua femminilità totalmente consapevole che la fa amare. È il suo segreto, lo stesso di Ava Gardner, delle star di una volta».

E infatti è una che mette d’accordo, tutti, la Bellucci, senza muovere un mignolo per compiacere per forza: uomini e donne, grandi e piccini (avete presente la Fata Bianca de Le meraviglie…?), italiani orgogliosi di averle dato i natali, francesi solitamente ostili che l’hanno accolta con stima e rispetto e hollywoodiani che non più tardi di qualche mese fa l’hanno omaggiata con un premio alla carriera. Sessantasei film – in uno dei più recenti, On the Milky Road di Emir Kusturica, l’attrice recita in serbo – oltre all’ultima stagione della serie televisiva americana Mozart in the Jungle, un cameo-tributo in Twin Peaks: The Return di David Lynch, la sessantasettesima pellicola, Nekromance, terminata un anno fa: niente male per quella già bellissima, ma timida e all’epoca un po’ acerba Monica Anna Maria, partita poco più che ventenne dalle verdi e ridenti colline umbre di Città di Castello per conquistare prima la superba Ville Lumière parigina e poi la West Coast americana, superficiale e cinica, con una fisicità tipica della nostra terra tale da ammaliare e sedurre in ogni dove, come se fosse appena uscita dal set di Malena di Giuseppe Tornatore o da uno spot di Dolce & Gabbana dei quali è musa ispiratrice. Carnale ed eterea insieme.

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