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Dima Edoardo – Psicologo – Consulente per l’individuo, la coppia, la famiglia Presidente Ass. “Family In Progress” Onlus.

Fine e inizio anno è tempo di bilanci, come bisogna affrontarli?

«Questi periodi dell’anno arrivano sempre supportati da tanta attesa e ognuno di noi li vive in un modo del tutto personale: qualcuno con grande entusiasmo, qualcun’altro con un pizzico di malinconia… Credo sia più stimolante guardare avanti e considerare questi momenti come  nuovi capitoli da scrivere, dove gli ostacoli, i successi, le gioie e i dolori, andranno a comporre i vari paragrafi del grande libro che è la nostra vita».

I bilanci mettono tensione e spaventano un po’ tutti, perché?

«Beh… sicuramente i bilanci personali di fine anno ci costringono a rimettere in tavola tutte le nostre carte e a fare i conti con noi stessi e con quanto abbiamo e non abbiamo ottenuto durante l’anno. È il “calcolo” delle perdite e delle conquiste che rimanda a un confronto diretto con le nostre capacità e la nostra autostima…quanto siamo stati bravi ed efficaci a realizzare quello che ci eravamo prefissati? E quanto non lo siamo stati? Le risposte a domande come queste ci attivano emotivamente..».

Qual è il modo migliore per affrontare una sconfitta?

«Non ritengo ci sia un modo che risulti più valido di un altro, penso però che sia utile fermarsi e prendersi del tempo, per ascoltarci, per riflettere, per condividere le nostre perplessità e i nostri pensieri.. magari con una persona a noi vicina o con un esperto, a seconda del caso».

Lutti, malattie, problemi economici o legali in alcuni casi, sono i risultati di un bilancio negativo , cosa bisogna fare per affrontare situazioni del genere?

«Ciascuno di noi può trovarsi difronte a una situazione difficile ma ogni evento, come ogni esperienza, anche il più doloroso, è sempre un’occasione di apprendimento, quindi impariamo anche quando “cadiamo” e ci facciamo male Dagli sbagli possiamo imparare e far tesoro di quanto appreso, affrontando in futuro situazioni simili in modo diverso o evitando di cadere ancora».

E cercare di non pensarci, di lasciarsi tutto alle spalle, potrebbe essere una soluzione?

«Solitamente succede proprio questo. Quando qualcosa non ci piace o ci fa star male, tendiamo a non pensarci… è senza dubbio la soluzione più facile e meno faticosa, in termini emotivi, ma non sempre è la soluzione vincente…anzi! Prima o poi la vita ci presenta il conto e se facciamo passare troppo tempo questo conto potrebbe essere molto “salato”».

Oggi le donne sono cambiate, sono impegnate in più fronti e ambiti, quando queste cominciano a fare il primo rendiconto personale?

«L’età media si è “spostata”, diciamo intorno ai 35, 40 anni. La donna di oggi è senz’altro una donna dinamica ed eclettica che ben si muove in più contesti come la famiglia e gli affetti, la società e il lavoro. Ha tanti volti e tante identità ben definite che contribuiscono a disegnare l’immagine di una donna assolutamente in grado di agire parallelamente su più fronti, penso ad esempio alla famiglia e al lavoro».

Quali sono i paramenti, gli elementi che oggi usano le donne per fare i loro bilanci?

«Sicuramente la famiglia e il lavoro. Sono due elementi che hanno un peso significativo nella vita di una donna e sotto questo aspetto le cose sono cambiate. Oggi è molto più frequente, infatti, incontrare donne quarantenni in carriera con un proprio nucleo familiare appena formato,  meno spesso troviamo mamme “full-time” che si occupano unicamente della casa e dell’accudimento dei figli. Certamente il bilancio di una donna dei nostri giorni tiene conto di questi due “parametri” in particolare: la collocazione nel mondo del lavoro, la presenza o assenza dei figli».

Sono appena concluse le feste natalizie e soprattutto le donne si trovano di fronte a  un grande dilemma: la bilancia…

«La “temuta” bilancia oserei dire.. beh, il clima e le occasioni di festa quasi invitano ad essere più flessibili e buoni verso se stessi…Molte donne ma anche tanti uomini si concedono qualche “piacere” in più per ripagarsi di tutti i sacrifici fatti nei mesi precedenti, penso a chi segue un’alimentazione specifica o a chi pratica sport. Diciamo che va bene premiarsi e “coccolarsi” un po’ ma meglio non esagerare, altrimenti si vanificano tutti gli sforzi e i risultati raggiunti. Ad ogni modo il regalo migliore che una donna possa fars è accettarsi così com’è, anche con qualche imperfezione».

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